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Anche il cane e il gatto si ammalano di tumore.

Scritto da:

Clinica Veterinaria Gaia

Dr. Giulio Klinger - Oncologia Veterinaria

Purtroppo anche i nostri amici, il cane e il gatto, si ammalano di tumore

Gli animali domestici, il cane e il gatto, sono ormai diventati nostri compagni inseparabili e condividono con noi benefici e svantaggi del “progresso”. Così, come per l’uomo le aspettative di vita si sono progressivamente allungate, anche per cani e gatti raggiungere un’età avanzata è ormai la norma, ma, come per noi, questo comporta l’aumento delle patologie correlate, e tra queste i tumori non potevano mancare.

Pur non essendo ancora disponibile un registro tumori animali aggiornato e diffuso su tutto il territorio nazionale, è fuor di dubbio che tale patologia sia riscontrata con sempre maggior frequenza nelle cliniche e negli ambulatori veterinari, non solo per il progressivo allungarsi dell’età media degli animali da compagnia, ma anche per le maggiori attenzioni e cure che rivolgiamo loro, che permettono, in ultimo, di evidenziare problemi un tempo poco considerati.

Ma quali sono i tumori più diffusi tra cani e gatti? Quali le cause? Come fare ad arrivare in tempo alla diagnosi? È possibile trovare una cura? Possiamo paragonare quanto accade ai nostri piccoli amici con quanto vediamo negli esseri umani?

Analogie con l’uomo

Le analogie con l’uomo esistono, soprattutto nella biologia (cioè il comportamento di alcuni tumori), tanto che in taluni casi gli animali possono fungere da modello (si pensi all’osteosarcoma canino, ai tumori della mammella, della vescica o del colon) per comprenderne la patogenesi (cioè le cause) o sperimentare nuove terapie, senza però mai scordare che ogni specie ha caratteristiche e reazioni proprie. Esistono, ad esempio, differenze nella frequenza e nel grado di malignità dei tumori tra cane e gatto: quest’ultimo, infatti, sebbene colpito meno frequentemente del cane, ha maggiori probabilità di sviluppare una forma maligna.

Le cause

Ad oggi ci sono poche certezze, ad eccezione di alcune neoplasie, quali quelle mammarie nelle femmine non sterilizzate in giovane età, i linfomi associati al virus della leucemia felina (FeLV), i carcinomi della vescica la cui insorgenza pare possa essere favorita da alcuni erbicidi; i sarcomi indotti da iniezione in gatti predisposti o i carcinomi indotti dalle radiazioni solari nei soggetti a pelo chiaro. Il fumo passivo di sigaretta e l’inquinamento ambientale potrebbero favorire lo sviluppo di tumori tonsillari nel cane e certamente l’amianto, come per l’uomo, provoca il mesotelioma pleurico, mentre non ha alcun fondamento la credenza che gli alimenti confezionati possano avere una qualsiasi influenza sullo sviluppo del cancro (carcinogenesi).

Un fattore che può aiutarci nella diagnosi è il “segnalamento”, cioè conoscere il sesso, la razza e le condizioni fisiologiche dell’animale, poiché si sa che determinate razze canine e feline sono maggiormente predisposte allo sviluppo di particolari tipi di tumore. Ne sono un esempio l’osteosarcoma degli arti che colpisce soprattutto cani di razze grandi e giganti (Rottweiler, San Bernardo, alano) ed è estremamente maligno, l’emagiosarcoma della milza, piuttosto frequente nel pastore tedesco, il mastocitoma nel boxer e nel Labrador o l’istiocitosi maligna del cane bovaro del bernese.

Le cagne non sterilizzate sono in generale più soggette ai tumori mammari, di solito benigni se comparsi dopo il calore in soggetti che soffrono di gravidanze “immaginarie”, maligni se comparsi nel periodo inter-calore o in animali sterilizzati in età avanzata.

Tra le razze feline, la siamese è maggiormente predisposta allo sviluppo di un tumore della cute denominato mastocitoma, mentre i soggetti con colorazione chiara o bianca della testa possono sviluppare il carcinoma squamoso indotto da radiazioni solari e quelli affetti da virus FeLV linfomi anche in giovane età.

Le armi a disposizione

Questa lunga lista può sembrare allarmante, ma fortunatamente ci sono armi a nostra disposizione per diagnosticare in fase precoce e talvolta addirittura prevenire l’insorgenza del cancro. La sterilizzazione delle cagne prima del primo calore o almeno entro il secondo si è dimostrato un efficace metodo per la prevenzione dei tumori mammari maligni (anche nella gatta sembra si possa ottenere un effetto simile), la castrazione del cane maschio è fondamentale per la cura degli adenomi perianali, tumori benigni della regione che circonda l’ano, che però provocano notevole disagio all’animale (e al proprietario) a causa della crescita anche notevole, del sanguinamento e del cattivo odore conseguente all’autotraumatismo e all’infezione secondaria. Nel gatto la vaccinazione contro la leucemia felina per i soggetti che conducono vita di cortile è utile per evitare le forme di tumore indotto dal virus, mentre i soggetti a mantello bianco non dovrebbero rimanere esposti al sole per lunghi periodi, al fine di prevenire l’insorgenza del carcinoma squamoso attinico.

La diagnosi precoce è fondamentale

Poiché, però, nella maggior parte dei casi, come per l’uomo, la prevenzione non è attuabile, diventa importante la diagnosi precoce. Per questo è buona norma controllare i nostri animali, ad esempio semplicemente accarezzandoli con attenzione per notare nodulini, pomfi o masse che persistono e/o crescono in tempi brevi sulla cute, controllare che la ciotola dell’acqua non contenga striature brunastre, indice di saliva sporca di sangue proveniente da masse nella cavità orale (difficile da esaminare altrimenti), che un “presunto” trauma a una zampa, dove la zoppia non solo non passa ma origina una tumefazione che aumenta di dimensioni con il tempo, non nasconda in realtà un tumore osseo. In altri casi, purtroppo, i sintomi iniziali della neoplasia sono così vaghi e aspecifici (pensiamo al linfoma o alle masse in addome) da passare inosservati anche ad un occhio esperto; in questi casi non serve a nulla farsi sensi di colpa (“se me ne fossi accorto prima!”), meglio invece tentare la strada della terapia, che spesso può dare risultati buoni ai fini del miglioramento della qualità di vita dell’animale malato, con effetti collaterali della chemioterapia assolutamente non paragonabili a quanto siamo purtroppo abituati a vedere nell’uomo. Ma questa è un’altra storia. 
 

 

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