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Calcoli delle vie urinarie nel gatto

Scritto da:

Clinica Veterinaria Gaia

UN PROBLEMA DIFFUSO NEL GATTO


I gatti domestici soffrono sovente di affezioni alle basse vie urinarie. In particolare temono la formazione di calcoli a livello della vescica e dell’uretra. Per la cura ci si puo avvalere di una specifica terapia farmacologica, ma anche di alimenti dietetici appositamente formulati.

Una recente indagine statistica ha messo in risalto come le malattie urologiche colpiscano molto più frequentemente il gatto (7%) rispetto al cane (3%) e all’uomo (2.1%). Nell’ambito di questo gruppo di patologie, le urolitiasi che colpiscono i gatti domestici costituiscono senza ombra di dubbio il riscontro più importante.  I calcoli diagnosticati dai medici veterinari che si occupano di animali sono nella maggior parte dei casi a localizzazione vescicale e uretrale, mentre le sedi renale e ureterale rappresentano evenienze piuttosto rare.

AFFEZIONI DELLE BASSE VIE URINARIE


Parlando di urolitiasi del gatto si era soliti utilizzare il termine FUS (Feline Urological Syndrome o Feline Urolithiasis Syndrome), sostituito poi da FLUTD (Feline Lower Urinary Tract Disease), acronimi che indicano come il problema non debba essere considerato alla stregua di una semplice calcolosi, ma come una vera e propria affezione, dalle cause complesse e multifattoriali, delle basse vie urinarie.
In effetti, le ricerche intraprese sull’argomento hanno chiarito la concomitante presenza di diversi fattori predisponesti e scatenanti, tra cui la razza, il sesso, l’eventuale sterilizzazione chirurgica, il regime dietetico, la presenza di cristalli o uroliti, l’intervento di batteri e virus. I calcoli di più frequente riscontro nel gatto e nel cane sono costituiti da struvite ( fosfato di ammonio magnesiaco esaidrato)  e ossalato di calcio. Meno frequenti, seppure descritti in letteratura, sono invece gli uroliti di fosfato di calcio, urato di ammonio, xantina e cistina.
La FLUTD  nella maggior parte dei casi è caratterizzata dalla presenza di cristalli di minuscole dimensioni e in numero elevato, che si aggregano spesso a formare una vera e propria sabbia vescicale (renella) oppure tappi mucosi più morbidi, i quali si impegnano non di rado nel lume uretrale e scatenano i tipici sintomi di un’ostruzione delle basse vie urinarie. Tali sintomi comprendono ematuria (sangue nell’urina) disuria ( minzione difficoltosa), stranguria (minzione dolorosa), pollachiuria (minzione frequente), cristalluria ( presenza di renella nelle urine), ostruzione uretrale completa o parziale. Il proprietario riferisce la tendenza dell’animale alla minzione difficoltosa in luoghi inappropriati.
La diagnosi, che compete esclusivamente al medico veterinario, si basa sui dati anamnestici e i segni clinici, rigorosamente accompagnati ad analisi del sangue e dell’urina e reperti radiografici ed ecografici.
Il protocollo terapeutico dell’urolitiasi del gatto  prevede cateterismo e il lavaggio vescicale, una terapia farmacologica e dietetica e se necessario chirurgica.


TERAPIA FARMACOLOGICA


Gli scopi della terapia farmacologica della FLUTD sono l’eliminazione e la prevenzione delle infezioni secondarie alla presenza dei calcoli, la riduzione delle componenti infiammatoria e algica, il controllo del pH urinario come salvaguardia dalle recidive.

TERAPIA FARMACOLOGICA DELLA FLUTD


La terapia farmacologica prevede l’uso di antibiotici ( amossicillina e ac. Clavulanico, enrofloxacina, cefalessina , cefadroxil…), acidificanti (metionina e cloruro di ammonio, vit c), antiinfiammatori e analgesici ( meloxicam, ketoprofene, ac. Tolfenamico), spasmolitici (butilscopolamina).

PH URINARIO


L’associazione di cloruro di ammonio e metionina,, è indicata nel trattamento e nella prevenzione delle calcolosi urinarie alcaline, prima tra tutte quella da struvite. I due principi attivi agiscono in modo sinergico, creando un ambiente urinario sfavorevole alla precipitazione di sali alcalini e alla moltiplicazione batterica, favorendo la dissoluzione dei calcoli già formati. Il cloruro di ammonio svolge inoltre una certa azione diuretica, che determina maggiore diluizione urinaria. La dose dovrebbe essere regolata in base al pH urinario raggiunto. Sulla scorta della variabilità della risposta individuale, delle condizioni patologiche del soggetto e della dieta adottata, si può osservare una certa variabilità di risposta al trattamento, per cui è necessario che il medico veterinario accerti con la misurazione del pH urinario la rispondenza della posologia e provveda a modificarla se il caso lo richiedesse.
Per quel che riguarda l’alcalinizzazione delle urine nelle calcolosi acide (uroliti di ossalato di calcio, urati o cistina), si può ricorrere alla somministrazione orale di citrato di potassio (di cui esiste in commercio una preparazione per uso veterinario), oppure bicarbonato di sodio.

DIETA


L’alimentazione svolge un ruolo basilare nello sviluppo, nella terapia e nella prevenzione della FLUTD. Sul mercato sono disponibili differenti mangimi adatti allo scopo, perfettamente bilanciati nel rispetto delle esigenze nutrizionali feline, la cui composizione è in grado di dissolvere gli uroliti ed evitare le recidive.
In linea generale la terapia e la prevenzione dietetica si basano sull’impiego di alimenti destinati al controllo dei cristalli di struvite o di ossalato di calcio, i cui scopi sono quelli di aumentare la solubilità dei cristalli nell’urina, di incrementare la produzione urinaria e di prevenire, mediante la regolazione del pH urinario, la formazione dei cristalli medesimi.
Nel caso dell’urolitiasi da struvite sono indispensabili: un elevato contenuto di proteine di origine animale per stabilizzare il pH urinario tra 5.9 e 6.3; un contenuto di magnesio pari a 21 mg/100 kcal.; un contenuto di grassi ridotto, per minimizzare il rischio di obesità.
Nel caso dell’urolitiasi da ossalato di calcio, invece, sono indispensabili: l’aggiunta di citrato di potassio, che da un lato aumenta l’escrezione urinaria di citrato e si lega al calcio formando il citrato di calcio (un sale solubile, la cui formazione elimina parte del calcio disponibile a legarsi con l’ossalato), mentre dall’altra alcalinizza le urine (pH tra 6.4 e 6.8), riducendo il rischio di formazione di cristalli di ossalato, limitando nel contempo anche il rischio di formazione di cristalli di struvite. Inoltre un contenuto di grassi ridotto aiuta a minimizzare il rischio di obesità.
Non va, infine, dimenticato che una delle principali regole profilattiche nei confronti della formazione degli uroliti è il mantenimento di un’abbondante diuresi: per questo l’aggiunta di cloruro di sodio (sale da cucina) è spesso raccomandata, in quanto stimola la sete e favorisce la diuresi medesima.

TRATTAMENTO CHIRURGICO

Nel trattamento dell’urolitiasi del gatto è opportuno ricorrere alla chirurgia qualora le terapie farmacologica e dietetica siano ritenute insufficienti o impossibili da attuare oppure ancora qualora la sintomatologia risulti particolarmente grave o dia luogo a frequenti recidive o a fastidiose cronicizzazioni. Esemplificativo in tal senso è il caso delle ostruzioni uretrali non risolte dal cateterismo o da altre procedure meccaniche.
A seconda della localizzazione dei calcoli, dunque, possono venire eseguiti differenti tipi di intervento, quali per esempio la nefrotomia, l’ureterotomia, la cistotomia e l’uretrotomia. Nell’ostruzione uretrale completa è spesso necessario il ricorso all’intervento di uretrostomia. Alcuni autori, infine, suggeriscono l’eventuale marsupializzazione vescicale, da riservare tuttavia alle situazioni più gravi, che tendono a recidivare o a non dare risultati positivi con i trattamenti convenzionali.
 
 

 

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