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MICROCHIP

Scritto da:

Clinica Veterinaria Gaia

Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale.

I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID.

Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l’identificazione degli animali.

Usi e benefici

I Microchip sono particolarmente utili in caso di smarrimento o furto degli animali domestici.

Possono anche essere determinanti in caso di contenzioso sulla proprietà degli animali.

I rifugi e I centri di lotta al randagismo hanno una enorme utilità nell’applicazione dei microchips, restituendo più velocemente ed efficientemente gli animali ai loro padroni.

L’applicazione di Microchip può essere richiesta nell’ambito delle regole del CITES che regolamenta il commercio di molti animali rari.

Componenti di un microchip

I Microchip sono apparecchi inerti, chiamati RFID e perciò non contengono alcuna forma di energia interna. I componenti di base sono tre: un chip di silice (circuito integrato); un nucleo di ferrite circondata da un filo di rame; e un piccolo condensatore. Il chip contiene il numero di identificazione, più I circuiti elettrici per trasmettere le informazioni al lettore. Il nucleo di ferrite – o di ferro – agisce come una radio antenna, pronta a ricevere il segnale del lettore. Il condensatore funziona da sintonizzatore, formando un circuito LC con l’antenna.

Questi componenti sono racchiusi entro una capsula di vetro biocompatibile, e sigillati ermeticamente per impedire l’ingresso di liquidi corporei.

Il “chip” contiene al suo interno il numero d’identificazione, più circuiti elettronici per trasferire tale informazioni allo scanner. Il nucleo di ferrite funziona come un’antenna radio, adatta a ricevere segnali dallo scanner.

La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l’ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione.

Il microchip ha una dimensione esterna di circa mm 11 di lunghezza e di mm 2 di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso.

Il microchip impiantato accompagnerà il cane per tutta la vita.

Agli animali non nuoce né fisicamente né psicologicamente.

Il codice del microchip

Le prime tre cifre del codice di 15 cifre identificano la ditta produttrice, seguono delle cifre “random” ( a sequenza casuale ) a completamento del codice. 968000002449283

Sito dell’impianto

In cani e gatti, i chip sono di solito inseriti sotto la pelle alla base del collo, fra le scapole sulla linea dorsale. Nell’europa continentale il microchip può essere impiantato sul lato sinistro del collo.

Il chip può facilmente essere rintracciato toccando dolcemente la cute in quella’area; esso rimane fissato dato che strati sottili di tessuto connettivo si formano attorno ad esso.

Molteplici sono i vantaggi derivanti dall’adesione a questo sistema di registrazione dei cani:

immediata identificazione del padrone o del detentore di un animale smarrito;
– deterrente ai furti: un animale sempre identificabile non può essere rivenduto;
– inibizione degli abbandoni, in quanto il cane porta per sempre in sé il nome del proprietario che, in caso di abbandono o incuria andrebbe incontro a pesanti sanzioni.

In Italia vige l’obbligo specifico di identificazione elettronica, cioè mediante apposizione di microchip per tutti i cani, fatta eccezione per quelli contrassegnati con un tatuaggio ancora perfettamente leggibile; questi possono rimanere senza microchip fintanto che il tatuaggio non presenta primi segni di illeggibilità.

Con il microchip o il tatuaggio la legge impone che tutti i cani devono essere iscritti e registrati all’Anagrafe Canina del luogo di residenza, entro 30 giorni dalla nascita o da quando se ne viene in possesso.

Anche l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilo Italiano) ora usa il microchip, e solo microchip ufficiali cioè quelli forniti dai Comuni o dalle ASL, come unica identificazione per i cani iscritti ai Libri Genealogici.

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