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OSTEODISTROFIA IPERTROFICA del cane

Scritto da:

Clinica Veterinaria Gaia

OSTEODISTROFIA IPERTROFICA

Condizioni quali osteodistrofia ipertrofica, panosteite, e osteopatia craniomandibolare sono affezioni idiopatiche dell’osso caratterizzate da proliferazione conseguente a gravi processi di rimodellamento.

ASPETTI CLINICI

L’osteodistrofia ipertrofica, definita anche osteopatia metafisaria, colpisce tipicamente i cani di grossa taglia, ad accrescimento rapido, di età compresa fra 2 e 6 mesi. Normalmente, si tratta di un’affezione sporadica che tuttavia può colpire intere cucciolate. Le razze canine maggiormente interessate sono rappresentate da alano, boxer, pastore tedesco e weimaraner. La condizione è caratterizzata da zoppia dovuta a gonfiore generalizzato delle regioni metafisarie delle ossa lunghe; tuttavia, è possibile anche l’interessamento di costole, mandibola, scapola e ossa metacarpali. I segni clinici dell’osteodistrofia ipertrofica possono comprendere uno stato di malattia sistemica con temperatura alta, anoressia e depressione. La zoppia varia da lieve a manifestazioni di gravità tale da impedire la stazione quadrupedale; inoltre, può essere episodica e la maggior parte dei cani guarisce dopo un solo episodio. La palpazione delle ossa interessate solitamente suscita dolore. Lo stato di gonfiore dell’arto e l’ipertermia sono più evidenti al di sopra del settore distale di radio e ulna e le lesioni in genere sono bilateralmente simmetriche. Nei cani colpiti è stata segnalata la presenza di diarrea, scolo oculare, scolo nasale, tonsillite e ipercheratosi dei cuscinetti plantari. All’esame necroscopico sono stati rilevati segni di polmonite e ipoplasia dello smalto dentale. È possibile riscontrare quadri di leucocitosi e lieve anemia; in un cane colpito è stato descritto uno stato batteriemico. Poiché l’osteodistrofia ipertrofica è un disordine ortopedico proprio dei cani giovani, la diagnosi differenziale deve comprendere altri disordini analoghi dell’età giovanile (ad es. osteocondrosi, ritenzione della cartilagine encondrale e osteopatie di origine nutrizionale). Solitamente, la diagnosi si basa sui segni clinici e, per confermarla, è opportuno sottoporre ad esame radiografico tutte le aree tumefatte dell’arto colpito. ASPETTI RADIOGRAFICI Negli stadi precoci dell’affezione, le immagini radiografiche delle ossa colpite spesso evidenziano una zona metafisaria radiotrasparente non uniforme posta parallelamente alla fisi, accompagnata da una sottile area di maggiore radiopacità nelle immediate vicinanze di que- st’ultima. Vengono colpiti con maggiore frequenza il radio e l’ulna . È possibile riscontrare la formazione di “labbra” metafisarie (lipping). Solitamente, queste alterazioni appaiono più evidenti a carico dei settori distali di radio e ulna, mentre a livello delle metafisi prossimali risultano meno chiare. A carico delle coste si possono osservare aree di radiotrasparenza. Negli stadi più avanzati dell’affezione, si rileva una zona riparativa di maggiore radiopacità e la linea di radiotrasparenza non appare più visibile. In caso di riacutizzazione, è possibile che si formi una nuova linea radiotrasparente fra la zona di riparazione e la fisi. A carico delle metafisi colpite spesso si rileva una neoformazione di osso periostale ed endostale; questo processo piuttosto esteso comporta la produzione di un collare osseo, in particolare intorno alla metafisi distale . In genere non si osserva la chiusura prematura della fisi. Per un certo periodo di tempo dopo la risoluzione dei segni clinici è possibile che a livello della diafisi siano presenti esostosi periostali associate alle lesioni originarie. EZIOLOGIA L’eziologia dell’osteodistrofia ipertrofica è tuttora sconosciuta. Le possibili cause che sono state proposte comprendono squilibri nutrizionalie carenze di vitamina. Spesso, la risposta all’integrazione di vitamina C è scarsa. In cani che erano stati trattati con la vitamina si so- no verificate riacutizzazioni clinicamente manifeste e la terapia non sembra abbia modificato le lesioni scheletriche. Recenti prove circostanziali hanno suggerito che il virus del cimurro del cane potrebbe essere coinvolto nell’eziopatogenesi della condizione. TRATTAMENTO E PROGNOSI Solitamente, nei soggetti colpiti in modo lieve l’osteodistrofia ipertrofica è auto-limitante. Benché la maggior dei cani guarisca nell’arco di poche settimane, è possibile che si verifichino delle recidive. Ogni squilibrio nutrizionale deve essere corretto. La prognosi dell’osteodistrofia ipertrofica è variabile. Nei cani colpiti in forma lieve è buona, mentre è sfavorevole in quelli interessati più gravemente. È possibile che si verifichino alterazioni ossee e deformazioni scheletriche permanenti. Raramente vengono segnalati casi mortali. Nei cani colpiti in forma molto grave si consiglia l’eutanasia. 
 

 

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